Tra le varie novità contenute nel Decreto Rilancio, oltre l’Ecobonus, è possibile trovare anche lo sconto in fattura. Si tratta di una modalità di rimborso, da non confondere con la cessione del credito, che permette di avere uno sconto (anche di pari importo), applicato direttamente sulla fattura del fornitore. Ma quali lavori rientrano nello sconto fattura e come si fa a ottenerlo?

Sconto in fattura: quali sono le modalità e i lavori possibili?

Con la nuova bozza del Decreto di Bilancio 2022 è stata proposta una proroga riguardante le detrazioni con cui si può usufruire dell’Superbonus 110%. Con queste proroghe diventano effettive anche, fino al 2025, la cessione del credito e lo sconto in fattura. La loro applicazione, però, non riguarda solo il Superbonus 110%, ma anche altri bonus casa con cui è possibile ottenerli.

La differenza, principalmente, è che con questa modalità, sarà possibile ottenere lo sconto direttamente in fattura. Infatti, questo sconto prevede che sia il fornitore a concedere lo sconto e, in seguito, a richiedere il rimborso all’agenzia delle entrate. Per ottenere lo sconto in fattura, in primis, occorre trovare un’impresa che accetti l’opzione e in seguito cedere il proprio credito d’imposta al fornitore.

Tra i lavori che si possono svolgere, usufruendo dello sconto in fattura, ci sono:

  • Ristrutturazioni edilizie: manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • Ristrutturazione edilizia: effettuata su pareti comuni degli edifici condominiali o restauro e risanamento consevativo sulle unità immobiliari;
  • Efficienza energetica: miglioramento termico edifici, sostituzione impianti di riscaldamento;
  • Adozione misure antisismiche;
  • Installazione di impianti fotovoltaici;
  • Installazione di colonnine per la ricaricadei veicoli elettrici.

Escluse da tale sconto restano il Bonus Verde e il Bonus Mobili.

Con le agevolazioni previste dal Governo, però, sarà possibile anche ristrutturare il proprio bagno. Con il bonus ristrutturazioni previsto nella legge di Bilancio, infatti, sarà possibile (entro un limite massimo di 96.000 euro) di ottenere un rimborso del 50%. Questo può avvenire con:

  • Detrazione fiscale in 10 anni e rata annua fissa sulla dichiarazione dei redditi;
  • Cessazione del credito tra contribuente ed ente cessionario;
  • Sconto in fattura immediato del 50%.

Immaginiamo di dover, ad esempio, ristrutturare una parte della nostra abitazione a un costo di 5000 €. In questo caso, l’impresa applicherà uno sconto del 50% (dunque di 2500 €) chiedendo di liquidare i restanti. Da qui, l’impresa stessa muterà un credito d’imposta pari a 2500 euro.

Scontro in fattura: proroga e cessione del credito 2020

Il Decreto in atto, prevede di beneficiare di queste agevolazioni per i lavori svolti nell’arco temporale luglio 2020 fino a 30 giugno 2022. Bisogna però porre attenzione al fatto che, a oggi, si fa riferimento al criterio di cassa: non si tiene conto della data di inizio lavori bensì quella del pagamento della prestazione.

Riguardo alla cessione del credito a banche o istituti, invece, questa è possibile dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi riguardanti:

  • Ristrutturazione edilizia (con detrazione pari al 50%);
  • Riqualificazione energetica (ecobonus, sismabonus);
  • Installazione impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica;
  • Per interventi derivati da agevolazioni Superbonus.

Cessione del credito e sconto in fattura, inoltre, resteranno in vigore, almeno in base le disposizioni attuali rispettivamente fino al 2024.