La storia del matrimonio omosessuale riguarda le lotte per i diritti civili, perché il matrimonio venga considerato un diritto della persona. Non in tutti i Paesi sono possibili i matrimoni omosessuali. In Italia, per esempio, la legge disciplina le unioni civili fra persone dello stesso sesso; ma le conseguenza legali e morali sono molto simili a quelle del matrimonio.

Matrimonio omosessuale cos’è

Per matrimonio omosessuale si intende l’unione civile tra due persone dello stesso sesso. Naturalmente devono entrambe essere adulte e consenziente, esattamente come per le coppie etero.

Matrimonio omosessuale cosa significa

La possibilità di contrarre un matrimonio omosessuale è una vittoria delle lotte per i diritti civili. Una rivendicazione per  annullare la disparità di trattamento fra coppie etero e coppie omosessuali. Parte dal presupposto che una relazione omosessuale sia semplicemente una delle espressione della sessualità.

Matrimonio omosessuale definizione

Tecnicamente, almeno in Italia, non è previsto il matrimonio omosessuale ma l’unione civile. La legge Cirinnà del 2016 consente di registrare la unione di fronte a un ufficiale di stato civile; da questo discende una serie di diritti e  doveri reciproci, di carattere patrimoniale e morale. La situazione giuridica che ne deriva è molto simile a quella del matrimonio.

Matrimonio omosessuale storia

La prima nazione al mondo a permette le unioni civili omosessuali è stata la Danimarca, nel 1989. Il 67enne Eigil Axgil fu il primo uomo al mondo a contrarre un matrimonio omosessuale con il suo compagno Axel.

Nel 2001 l’Olanda raggiunse e superò la Danimarca: nei Paesi Bassi venne legalizzato il matrimonio omosessuale vero e proprio.

In Italia, l’ufficializzazione dei rapporti omosessuali è avvenuta nel 2016 con la legge Cirinnà, dal nome del senatore proponente Monica Cirinnà; questa regolamenta le unioni civili e disciplina le convivenze tra persone dello stesso sesso.

Matrimonio lesbico: matrimonio gay tra donne.

La definizione di coppia omosessuale riguarda sia gli uomini che le donne. Per matrimonio lesbico invece si intende il matrimonio gay tra donne. Proprio per una coppia lesbica sembra sia avvenuto il primo “matrimonio” gay della storia, quantomeno in epoca moderna, anche se con uno stratagemma. A Dumbria,  paese della Spagna, nel giugno del 1901 due donne trovarono il modo di ufficializzare la loro storia d’amore. Elisa e Marcela già vivevano insieme. Marcela finse di dover sposare un uomo; in realtà, all’altare si presentò Elisa travestita, e il prete ignaro benedisse la loro unione.

Matrimonio trans
Il matrimonio trans celebra l’unione di una coppia in cui almeno una delle due persone ha cambiato sesso. Il primo matrimonio trans in Italia è avvenuto ad Aversa, in Campania, tra Michele e Alessia, divenuta donna in seguito alla riattribuzione del sesso. I due erano compagni da 11 anni.

Matrimonio queer

Il termine queer nasce in Inghilterra negli anni ’50 in senso dispregiativo: indicava persone bizzarre, eccentriche, con una sessualità non inquadrabile in canoni ufficialmente accettati. Col tempo, la comunità Lgbt l’ha fatto proprio come rivendicazione della propria libertà e del rifiuto di dover sottostare a una qualsiasi etichetta. E’ una parola “ombrello”, sotto cui possono rientrare diversi orientamenti sessuali. Il matrimonio queer può quindi indicare l’unione fra donne, uomini o trans.

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