Ogni proprietario di un cane vorrebbe che il proprio amico a quattro zampe sia sempre accanto a esso, in modo da controllarlo e fargli tutte le coccole del caso. Purtroppo, però, ciò non è possibile. Il cane ha bisogno dei propri spazi, di uscire e correre da solo in degli immensi prati verdi.

Vedere l’animale allontanarsi può scatenare ansia e tensione, lo capiamo perfettamente. La paura che esso possa sparire è alta, ma il timore si manifesta principalmente se non abbiamo insegnato precedentemente il cane a non scappare.

Sia che siamo in un luogo pubblico sia che il cucciolo si trovi a casa è di fondamentale importanza assicurarsi che esso abbia imparato a non scappare. Vediamo alcuni preziosi consigli da seguire.

Impartisci il “Vieni” e assicurati che il cane esegua l’ordine

L’unico modo per essere certi che il cane non fugga in qualunque ambiente si trovi consiste nell’assicurarsi che all’impartizione di un ordine, l’animale risponda eseguendo adeguatamente il comando. Naturalmente, questa sicurezza va coltivata giornalmente e non compare all’improvviso, ma è il frutto di un duro lavoro sul cane e sul rapporto che si ha con esso. Certo, con i cuccioli il compito è più semplice, ma anche con i cani adulti si può ottenere quanto desiderato. Se così non fosse, è necessario rivolgersi ad un addestratore per cani come Argento Vivo Academy e farsi aiutare nell’educazione dell’animale a quattro zampe.

Il punto di partenza nell’insegnare al cane a non scappare è rappresentato dall’apprendimento da parte del cucciolo del comando “Vieni”. Nel momento in cui il proprietario esclama questo ordine, che dovrà essere inizialmente espresso in maniera decisa, il cane dovrà sapere che ci si aspetta che esso si avvicini al padrone. L’obiettivo è quello di far percepire al cane che la persona che impartisce l’ordine sia l’unico soggetto che l’amico a quattro zampe deve ascoltare. In aggiunta, è necessario trasmettere al cane la percezione di pericolo legata a fattori esterni nel caso in cui l’animale non obbedisca. Senza aver insegnato tale comando al cane, sarebbe errato aspettare che esso ritorni da solo: ricordiamoci sempre che i cani provengono dalla natura e non sono abituati a sentire le persone chiamarli per controllarli e farli tornare vicino a loro.

Come abbiamo scritto, il tono della voce utilizzato per far avvicinare il cane deve essere perentorio. Al tempo stesso, è bene mostrarsi contenti quando il cucciolo fa ritorno e ricompensarlo con bocconcini o premi vari. In questo modo il cane assocerà felicità e gratifica al comportamento adottato. Premiare il cucciolo in corrispondenza dell’azione giusta prende il nome di rinforzo positivo ed è fondamentale nell’addestramento del cane. Ciò non significa che ogni volta che l’animale torna in seguito a un ordine va premiato, ma nei suoi primi mesi di vita esso è funzionale a far comprendere al cane quali sono i comportamenti corretti.

Quando il cucciolo si trova fuori casa potrebbe entrare in contatto con distrazioni rappresentate da oggetti, animali e altri elementi. In questi casi biscottini e coccole sono altrettanto importanti poiché tengono il cane impegnato e non gli fanno correre il rischio di allontanarsi a causa delle distrazioni.

È molto probabile che le prime volte in cui si cerca di insegnare al cane a non fuggire ci sia bisogno del guinzaglio per impedire che il cucciolo si allontani troppo, magari allungandolo al massimo. Addirittura, si potrebbe iniziare a esercitare il cane a non scappare mentre si è a casa e in un luogo chiuso.

Utilizzare il “Fermo, seduto”

Un ulteriore comando per evitare che il cane fugga via è il “Fermo, seduto”. Grazie a esso, infatti, ordiniamo al cane di sedersi e non proseguire oltre. Dobbiamo abbinare anche l’uso delle mani per dare maggiore enfasi al comando, come ad esempio la mano aperta che si protrae in avanti. I cani sono molto attenti alla gestualità e utilizzarla in maniera corretta può aiutare l’addestramento del cucciolo. Addirittura, con il passare del tempo, il cane si fermerà senza esclamare l’ordine ma solo facendogli vedere la mano che gli segnala di non muoversi.

In seguito, per far avvicinare il cane usiamo sempre il comando “Vieni”. Inizialmente, il cane potrebbe continuare nella camminata ma dopo una lunga pratica comprenderà come debba fermarsi e ritornare dove si trova il padrone.

Perchè i cani scappano

Troppo spesso si pensa che i cani scappino dall’abitazione perché non si trovano bene in quel determinato ambiente. Non è così. I nostri fedeli amici a quattro zampe fuggono perchè non riescono a comprendere a pieno il pericolo che esiste senza la sorveglianza di un padrone.

D’altronde, come segnalavamo in precedenza, i cani sono animali che amano esplorare nuovi luoghi, entrare in contatto con i loro simili e nella propria casa non possono fare questo. I cani, al contrario di gatti e altri animali, hanno bisogno di avere il proprio padrone vicino eppure certe volte la voglia di esplorare prevale. In aggiunta, alcuni cani, come quelli da caccia, sono ancora più propensi a girovagare nell’ambiente e ad affrontare il pericolo. Dunque, anche tale lato va preso in considerazione nell’addestramento. Addestrare un Weimaraner sarà diverso rispetto all’educazione di un bassotto.

In definitiva, se dovesse succedere che il proprio cane scappi, tale comportamento non va inteso come un abbandono dell’animale causato da una sua sofferenza. Piuttosto, va interpretato come un mancato insegnamento all’animale di vari ordini che avrebbero potuto evitare l’allontanamento. Un collare GPS per cani potrebbe aiutare a ritrovare il cane nel caso in cui esso sia fuggito altrimenti si possono contattare i canili e diffondere la voce, attaccando volantini ad esempio, per chiedere aiuto nel ritrovamento dell’animale.