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Il “ComuniCattivo”: Si, No, Non so!

Quarantasettesimo appuntamento con la rubrica curata da Andrea Guasco. Non digrigno i denti in una smorfia di disgusto. E’ il mio sorriso da comunicativo. La mia smorfia da “ComuniCattivo”.

Titolo: Si, No, Non so!

Che cos’è un uomo in rivolta? È innanzitutto un uomo che dice no. Ma se rifiuta, non rinuncia: è anche un uomo che dice sì. Non esiste rivolta senza la sensazione di avere in se stessi in qualche modo e da qualche parte ragione. Nel moto della propria rivolta, l’uomo prende coscienza di un valore in cui crede di potersi riassumere.
Perché se l’individuo, in casi estremi, accetta di morire e nel moto della propria rivolta muore, dimostra con ciò ch’egli si sacrifica a favore di una verità che oltrepassa il suo destino individuale, che va più in là della sua personale esistenza. La parte che l’uomo in rivolta protegge, egli ha la sensazione di averla in comune con tutti gli uomini. È da ciò che essa trae all’improvviso la sua trascendenza.
È nella rivolta che l’uomo si supera nell’altro, e, da questo punto di vista, la solidarietà umana è metafisica. Nell’esperienza assurda, la tragedia è individuale. A partire dal movimento di rivolta, essa ha coscienza d’esser collettiva, è avventura di tutti. Il male che un solo uomo provava diviene peste collettiva.
Mi rivolto, dunque siamo”.
Questo disse e scrisse Camus.
Quale rivolta, proposta, rivoluzione c’è in una riforma costituzionale, negli uomini che dicono ‘sì’, di votare ‘sì’ e in quelli che dicono ‘no’ e dicono di votare ‘no’ ?
Onestamente non lo so ed essendo organismo semplice se dico sì è sì, se dico no è no, ma se dico ‘non lo so’, non lo so davvero.
Partendo inoltre dal presupposto che se una donna dice ‘sì’ può cambiare facilmente idea in un no, e se dice no, cambia presumibilmente in un ‘no’ in conclusione dichiaro che se vince il ‘non lo so’ lascerò immediatamente l’Italia.
Insomma di tutto questo referendum non ci capisco niente.
Nemmeno altri però.
Nemmeno coloro che lo propongono, osteggiano, sostengono, avversano.
Nemmeno loro hanno capito.
Capito che la rivolta è imminente e comunque dicano non ci crede più nessuno.
Perchè l’Italia tornerà ad essere quando si rivolterà.
E così, a naso, direi che il tempo non è lontano.
Purtroppo.

Andrea Guasco