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Il “ComuniCattivo”: Mike e l’Atl

Passeggiata dei Preti. Ore 6.45 Alba Biellese

Quarantaduesimo appuntamento con la rubrica curata da Andrea Guasco. Non digrigno i denti in una smorfia di disgusto. E’ il mio sorriso da comunicativo. La mia smorfia da “ComuniCattivo”.

Titolo: Mike e l’Atl

Mike è nipote di Biellesi emigrati negli States sul finire degli anni ’40 del secolo scorso.
Nato nel 1988 per la sua maggiore età si è fatto regalare un biglietto aereo per Milano. Arrivato nella città meneghina ha preso il treno per arrivare nella terra della quale porta il cognome Biancetto, probabilmente una deriva del cossatese Bianchetto.
Proprio da Ronco di Cossato sono partiti i suo avi alla ricerca di fortuna, in parte trovata, a bordo di una nave carica di sogni e di migranti.
Un viaggio della speranza. Non aggiungo altro.
Ha visitato molti posti dopo aver affittato un’auto: la Baraggia che il nonno aveva descritto come le praterie del west dei film dei cow boy, le montagne che la nonna, valsesserina, aveva raccontato come quelle del Colorado, il centro città che i genitori avevano visto nel viaggio di nozze del 1980 e che avevano descritto come una boutique del bello e del possibile.
Non è rimasto deluso Mike, in fondo, neppure dal lago di Viverone che i nonni avevano raccontato come una palude e che, tolti i vetusti locali, gli è pure piaciuto.
Via Italia gli è sembrata un po’ spoglia, sì è vero, ma la Burcina gli è sembrata bella e curata.
Si è stupito di Oropa e di come i Biellesi venerino una Madonna di colore, della Bessa e della sua incredibile storia di cercatori d’oro, antichi Romani e Victimuli.
Si è lamentato delle strade, della mancanza di mezzi pubblici, dei capannoni vuoti e abbandonati.
Ha creduto per un paio di giorni che il vecchio ospedale fosse una caserma dell’esercito in disarmo e quando ha scoperto la verità si è chiesto perchè non avessero calcolato il prezzo dell’abbattomento nell’appalto della ditta che ha costruito quello nuovo (afferma che a Baltimora si usa fare così…).
Alla fine della settimana è andato in un supermercato che come al suo paese sono sempre aperti, ha comperato toma, salame, pane e passeggiando per la città è arrivato in Riva, ha visto strani pinguini appesi come calzini sporchi sul torrente, un monumento all’acqua davanti alla biblioteca e in Piazza Duomo si è chiesto il perchè del Mosè.
Insomma se ne è tornato bello soddisfatto.
Mi ha detto di aver trovato una cittadina simpatica, con gente riservata ma disponibile, senza tanto traffico, bella storia, un po’ di locali.
Le ragazze se la tirano troppo per i suoi gusti, ma quello con 18 anni lo dicevamo anche noi ondigeni.
Un solo dubbio.
Una sola domanda.
A quella non ho saputo rispondere : ‘Why l’ufficio turistico è chiuso la domenica ? No turisti la domenica ?‘.
Non so che dirti.
Buon viaggio Mike.
In negozio domenica pomeriggio mentre comperavi toma e salamen sei stato l’unico a farmi un sorriso e a dirmi buon lavoro.
Mica come i miei conterranei cafoni che fanno turismo tenendone l’uffico di riferimento chiuso.

Andrea Guasco