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Il “ComuniCattivo”: Favola in rima

Cinquantatreesimo appuntamento con la rubrica curata da Andrea Guasco. Non digrigno i denti in una smorfia di disgusto. E’ il mio sorriso da comunicativo. La mia smorfia da “ComuniCattivo”.

Titolo: Favola in rima

Con la pala e col piccone
il bavero rialzato per il freddo aguzzo
il vecchio contadino senza pensione
cerca di sopravvivere in Abruzzo

Abbandonato dallo Stato e dalle istituzioni
spera in un aiuto e anche in fretta
da Comune, Provincia o entrambe amministrazioni:
un’auto, una jeep, una camionetta…

Invece passano i minuti, le ore e i giorni
e aiuto non ne arriva mai
la luce e la corrente mancano in paese e dintorni
e rischi di perdere tutto quel che hai.

La terra trema sempre più
il terremoto non ha una tregua
la neve copiosa scende giù
e in centinaia sono alla stessa stregua.

Ecco che mentre scende la notte
e la fatica avvolge il vecchio contadino
ormai è stanco, ha le ossa rotte
e in casa non c’è cibo e nanche del vino

Quando tutto sembra finito :
terra, casa, vita verso la fine ingloriosa
arriva un team di supereroi agguerrito
che sistema in un batter d’occhio ogni cosa

Sono giunta, consiglio e opposizione
di Biella città che per l’occasione
marciano coesi il mondo ad aiutare :
vecchi, poveri indifesi e tutto ciò che c’è da sistemare.

Armati di videocamera e sci l’opposizione istituzionale
di giornalista e fotocamera Cavicchioli e la sua giunta
sono arrivati in Abruzzo partendo dalla piazza del Sociale
spalando la neve e rompendo il ghiaccio con del piccone la punta

Prima c’era il ghiaccio qui ora là
mentre protestava Moscarola con gli sci
indicando i punti ghiacciati ‘trullalà’
l’amministrazione è arrivata fino lì.

Il vecchio e basito contadino senza pensione
sentito parlare il sindaco, il consigliere e l’assessore accorato
si è chiuso in casa barricato con apprensione
nella paura che aprano in quel luogo un supermercato

‘Sto qui bene! Non temete mi aggiusto !’ ha urlato forte
‘Siam giunti qui a governare ! -hanno ribattuto i Biellesi amministratori-
‘Vi vogliamo bene: abbiam portato anche canestrelli e torte’
‘Abbiamo già i nostri incapaci governatori !’

‘Tornate in Piemonte, tornate a Biella!
Avete già là un territorio di macerie!
Tornate in bici, in treno o in carrozzella
nelle rovine create senza intemperie!’

‘Non avete il terremoto, non avete la tormenta
ma vedere via Carso sembra di essere a Pompei
tornate a casa a mangiare la polenta
che fate più danni dell’ira degli Dei!’

E fu così che quatti, quatti,
i politici Biellesi tutti quanti col codazzo
se andaron delusi e soprafatti
se ne tornarono all’ovile di Oropa Palazzo.

Tornarono a giocare con la foto, gli sci ed il piccone
tanto la città va male verso il precipizio,
ma per loro il momento è ideale ed è propizio
per un nuovo d’apertura articolone.

Andrea Guasco