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“Il ComuniCattivo”: Da Gentile a Gentiloni

Cinquantesimo appuntamento con la rubrica curata da Andrea Guasco. Non digrigno i denti in una smorfia di disgusto. E’ il mio sorriso da comunicativo. La mia smorfia da “ComuniCattivo”.

Titolo: Da Gentile a Gentiloni

Gentiloni assomiglia a Cavicchioli.
O meglio Cavicchioli assomiglia a Gentiloni.
Che la vittoria dei ‘no’ nel recente referendum sia stata una sberla a Renzi e al suo governo è un dato di fatto.
Che la voglia di elezioni del popolo votante sia stata capita no assolutamente.
Che il governo sia rimasto quello di prima con Gentiloni al posto di Renzi un secondo dato di fatto.
Cambia però l’atteggiamento del premier.
I dati ostentati in maniera spiritata dall’ex sindaco di Firenze che davano una Italia che sta bene, che è ricca, che è in ripresa, nella quale i giovani trovano lavoro e le famiglie aiuto dalle istituzioni erano (e sono) così lontani dalla realtà che il popolo votante ha nella quotidianità che ha voluto dare una sberla a Renzi.
La realtà è infatti, ben diversa.
La realtà dell’Italia è quella di una nazione in declino morale, senza spirito d’iniziativa, con una generazione di disoccupati, senza possibilità di fare figli, comperare casa o di sposarsi e che, se lavora, ha contratti (jobs act docet) che la condanna alla precarietà assoluta vita natural durante.
Tuttavia non mi sarei aspettato un simile risultato.
Come non me lo aspettavo alle ultime amministrative di Biella due e più anni fa.
Ciò che ha punito Renzi e Gentile è stata la stessa cosa: l’atteggiamento.
Un atteggiamento ottimista, sicuro, una parlata enciclopedica che sottolineava sempre ciò che era bello, ciò che funzionava, che tutti stanno bene, che va tutto bene e chi dice no è un gufo, un disfattista, un nullafacente, un menagramo.
In realtà la politica a tutti i livelli racconta una buona dose di bugie, questo si sa, ma l’Italiano e Biellese medio ha bisogno di un atteggiamento tranquillo e pacato, privo di una ostentazione anche nel linguaggio corporeo che lo rassicuri.
In questo Cavicchioli assomiglia a Gentiloni e non a Gentile (che infatti non è accrescitivo…)
Ora cosa cambia in sostanza ve lo dico subito : nulla.
I Sindaci di Biella cercano di barcamenarsi tra le rovine post-industriali guardando al commercio della grande distribuzione (sbagliando a mio avviso, ma l’ho detto e scritto anche troppe volte), facendo turismo con gli eventi (arrivò il Giro ad Oropa con Gentile e arriverà con Cavicchioli), combattendo lotte nelle riunioni di partito (Pd oggi, Forza Italia ieri).
I premier al governo cercano di barcamenarsi tra l’Europa che ormai è un dinosauro che vomita miseria sulla testa dell’Italia e del suo popolo, accettando cosa dicono gli Stati Uniti in politica estera, cosa dice la Germania in politica economica e cosa dice la Boschi in tema di riforme.
Almeno si tenga un profilo basso, una serietà di modo, un vestito sobrio, una mimica ridotta all’osso.
Ah ! Secondo me, anche fisicamente, Cavicchioli assomiglia a Gentiloni (però è più bello).

Andrea Guasco