Home Le Nostre Rubriche ComuniCattivo Il “ComuniCattivo”: Impressioni di settembre

Il “ComuniCattivo”: Impressioni di settembre

Quarantatreesimo appuntamento con la rubrica curata da Andrea Guasco. Non digrigno i denti in una smorfia di disgusto. E’ il mio sorriso da comunicativo. La mia smorfia da “ComuniCattivo”.

Titolo: Impressioni di settembre

Alla rotonda del ponte della Maddalena, quello dove ogni primo maggio innalzano il ‘Palo della libertà’, è caduta semplice una foglia gialla. Semplice, semplice nel suo lento movimento circolare a scendere.
In alto il picciolo che faceva da timone, un timone abbandonato dal timoniere.
In balia del poco vento è scesa sul ponte, ha sfiorato la ringhiera e si è buttata nel Cervo.
Arrivava da quei grandi alberi a me di razza sconosciuta che limitano la proprietà Sella, sul colle di San Girolamo.
Curioso che una foglia sfuggita ai Sella cerchi rifugio verso il luogo dedicato a Tavo Burat e dove si innalza un ‘Palo della libertà’.
Non come un operaio ribelle che sfoga la sua rabbia in faccia al padrone e se ne va sbattendo la porta, ma come un pensionato che finito il suo dovere si lascia andare a qualche giro di walzer in balera. Questo ricordava il lento scendere della foglia verso il Cervo.
E così è arrivato l’autunno, dopo una estate che tale non è stata perchè sopraffatti dal gelo nel cuore, congelata dalla sofferenza di una crisi del lavoro che non ha fine, come un perenne inverno della società Biellese.
Come senza soluzione di continuità, come una giostra di vecchi cavalli che gira e rigira con la stessa musica, come il trenino di Jep Gambardella che ‘non arriva da nessuna parte’.
Metafora meravigliosa dell’Italia. Aspettiamo la bella stagione. Ma non c’è. Non ci resta che l’autunno in attesa di una primavera dove innalzare il nostro ‘Palo delle libertà’.
Chiamala libertà questa voglia di democrazia‘ come cantava Lorenzo Zecchino a Sanremo nell’anno 1992.
L’anno di tangentopoli.
L’anno zero, dal quale non è mai partito l’uno.

Andrea Guasco