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Il “ComuniCattivo”: A Biella esistono ancora le brave persone

Quarantacinquesimo appuntamento con la rubrica curata da Andrea Guasco. Non digrigno i denti in una smorfia di disgusto. E’ il mio sorriso da comunicativo. La mia smorfia da “ComuniCattivo”.

 

Titolo: Di Faccia e di Culo

Dopo un periodo di appannamento riprendo la mia riflessione settimanale sugli eventi di Biella da un punto di vista laterale.
Dissento infatti da quanti affermano che il giornalismo deve essere di faccia al potere, di più ancora da chi fa informazione appiattendosi all’idea politica dell’editore.
Ma in fondo una cosa o l’altra sono le due facce di una medaglia in cui il mantra dell’ essere ‘equidistante’ è diventata la consuetudine dell’essere ‘equivicino’
Dopo 10 anni di giornalismo per hobby (giornalismo di marciapiede, giornalismo fatto di Consigli Comunali in piccoli Comuni, tombini otturati, castagnate degli Alpini, visite del Vescovo) , 3 anni fa decisi di virare con la videocamera verso la scoperta del volontariato e degli eventi.
In 600 servizi giornalistici per emittenti locali, web tv, programmi d’informazione a Biella e dintorni ho scoperto che il territorio va avanti grazie a gente che si toglie soldi dalle tasche e ore di sonno per portare avanti una tradizione, una festa, una manifestazione.
Quanti volontari ci sono delle Pro loco nel Biellese, negli Alpini, nelle Soms ?
Quanta gente allena bambini, ragazzi, maschi, femmine senza prendere un soldo dalle società sportive, i piccoli imprenditori locali che provano a mantenere viva una realtà locale o un colore sociale o in molti casi addirittura un movimento sportivo intero ?
Quanti di queste persone poi a sera si mettono le mani in tasca e si tolgono dei soldi da quelle tasche per pagare ai ragazzi una pizza, pur di farli stare insieme, pur di vederli sorridere con genitori, nonni, amichetti, dirigenti…
Eppure di loro si parla sempre troppo poco sui giornali locali, cartacei o on line.
Si parla di ‘storie’, di ‘politica’, di ‘amministratori’, di ‘economia locale’.
In un territorio locale non diverso dalla martoriata Italia terremotata nonostante una classe politica e dirigente non all’altezza il volontariato va avanti.
Con abiti sgualciti, scarpe bucate, ma va avanti.
In centro Italia mentre la politica promette ricostruzione (e chi ci crede più) pensionati con la Penna Nera sul cappello, volontari di Protezione Civile, Pompieri ausiliari salvano vite, portano ristoro.
Intanto i giornalisti di faccia a Renzi ascoltano lobotomizzati e riportano fedeli.
Di faccia ai Sindaci complici di adeguamenti antisismici che antisismici non sono stati riportano fedeli il cordoglio.
Di faccia ai nostrani  ai tavoli di concertazione scrivono fedeli di un futuro che non sanno.
Tra tutto e tutti, Italia, Piemonte e Biellese vanno avanti grazie al volontariato.
Alla buona volontà dalla quale ripartire (anche parlandone).
Per quanto concerne il periodo di appannamento della rubrica in oggetto ho ritenuto che un po’ di silenzio sarebbe stato il giusto omaggio a Giuliano Ramella, che scherzosamente proprio nel ‘Comunicattivo’ ho definito ‘Il gran Visir di tutti gli editorialisti Biellesi’.
Tutti gli editorialisti locali si sono affrettati a ricordarne la figura (Anche bene perlatro!)
Per me il ricordo e la commemorazione di un uomo di parola e di parole valeva un po’ di silenzio, perchè per me la conversazione serale via Fb con il maestro Ramella era diventata ormai una abitudine e l’ultima chiacchierata serale (poche ore prima della sua scomparsa) a commento di un mio intervento critico sulla questione ‘Outlet diffuso in centro’  lo portò a scrivermi testuale :”Ti candidi ad ereditare una nomea di scassaballe in cui sguazzo, con grande gusto, da quasi mezzo secolo. C’è molto da perdere, ma anche da guadagnare in rispetto di se stessi. Buon lavoro.”
Buon lavoro un cazzo Giuliano.
Qui c’è da farsi un culo così da volontario della comunicazione.

Andrea Guasco